L’Italia non rilascia il nullaosta alle coppie italiane per andare a prendere i bambini nati da maternità surrogata

L’Italia non rilascia il nullaosta alle coppie italiane per andare a prendere i bambini nati da maternità surrogata

Sul Corriere online è uscito un articolo di Monica Ricci Sargentini a proposito delle problematiche sorte in merito alla maternità surrogata durante questo periodo di emergenza sanitaria mondiale.

Di seguito uno stralcio dell’articolo:

L'Italia non rilascia il nullaosta alle coppie italiane per andare a prendere i bambini nati da maternità surrogata

“Si fa sempre più intricata la vicenda dei neonati bloccati in un hotel di Kiev in attesa che i loro genitori intenzionali (tutti stranieri) li vadano a prendere. Tra loro ci sono anche bambini commissionati da coppie italiane. Una di questi è nata il 22 aprile ed è ancora in attesa di essere registrata all’anagrafe. L’avvocato Giorgio Muccio, che rappresenta la coppia, ha scritto il 29 aprile all’ambasciatore italiano a Kiev, Davide La Cecilia e, per conoscenza, al ministro degli Esteri Luigi Di Maio, chiedendo di concedere ai suoi assistiti «il permesso di recarsi in Ucraina per stato di urgente e indifferibile necessità» ma non ha ottenuto alcuna risposta: «Siamo sconcertati — dice al Corriere il legale —, abbiamo anche inviato ripetuti solleciti. A questo punto dovremo procedere a una diffida».

A differenza della Spagna, che addirittura nei primi giorni di maggio ha organizzato un volo di Stato per sette coppie che erano ricorse alla Gestazione per altri nello Stato, l’Italia ha scelto la via del silenzio. Lo dimostra la lettera di La Cecilia alla Rete contro l’utero in affitto (Radfem Italia, Snoq, Udi, Arcilesbica e molte altre) che gli aveva scritto sulla vicenda dei bambini «parcheggiati» nell’hotel: «Gentili Rappresentanti delle Associazioni firmatarie della lettera aperta, ho guardato anche io con grande disagio e preoccupazione le immagini del video diffuso in rete dalla Biotexcom di Kiev dei neonati radunati in una stanza in attesa dello sblocco della situazione che li riguarda e non esito a definirle aberranti. (…) Abbiamo infatti ricevuto una serie di richieste di autorizzazione all’ingresso nel Paese da parte di connazionali per motivi di maternità surrogata, che non sono state tuttavia riscontrate, nonostante le ingiunzioni ricevute dai loro legali». Il motivo, probabilmente, è che in Italia la pratica è vietata dalla legge 40 e la registrazione all’anagrafe delle coppie committenti potrebbe rappresentare un falso in atto pubblico come stabilito nel 2018 dalla Cassazione a sezione unite in cui si ribadisce il diritto del minore alla verità sulle proprie origini.

Il filmato dei 46 neonati stipati nella hall dell’Hotel Venezia è sconvolgente. I bambini sono tutti nati da utero in affitto e in attesa di essere ritirati da chi ne ha commissionato la nascita (i cosiddetti «genitori intenzionali»). Il lockdown per Coronavirus ne impedisce il ritiro e Denis Herman, legale di BioTexCom, lancia l’appello: «Genitori rivolgetevi ai vostri Ministeri degli Esteri perché contattino il governo ucraino, in modo che vi sia concesso il ritiro in deroga al lockdown». Si tratta di coppie americane, inglesi, cinesi, spagnole, francesi, tedesche, austriache, italiane. L’Ucraina è una meta gettonatissima per la Gestazione per altri perché il costo è un terzo o un quarto delle tariffe di California e Canada. Ci sono agenzie come Gestlife che nella tariffa de luxe includono la sostituzione del bambino nel caso ti morisse entro il primo anno di vita.”

di Monica Ricci Sargentini

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