Dinosauri e poltrone volanti per vincere la paura del dentista

Dinosauri e poltrone volanti per vincere la paura del dentista


di Enrico Gotti (Gazzetta di Parma, 28 novembre 2016)


– Nel libro della Bizzarri dieci favole a colori per fare superare ai bimbi le fobie.

Nascono in Oltretorrente, fra il Parco Ducale e il torrente Parma, storie fantastiche per far superare ai bambini fobie e paure, favole a colori per parlare di temi importanti.
Qui abita Agnese Bizzarri, autrice del libro «Dentisti, dinosauri e altre strane creature», edito da Vanda, che sarà presto distribuito gratuitamente in tutte le scuole materne e elementari di Parma, grazie al finanziamento di Fondazione Cariparma e al patrocinio del Comune.
Il piccolo volume è realizzato da Agnese insieme all’ortodontista parmigiana Sara Salvadori, che ha studiato alla New York University e vive e lavora a Parma, il professore Giampietro Farronato, dell’università di Milano, e l’artista parmigiana Margherita Braga, che ha curato le illustrazioni.
Si tratta di un progetto che non ha corrispettivi nel resto d’Italia, è la prima iniziativa scolastica ad hoc per far vincere la paura del dentista in modo originale, con denti parlanti e poltrone volanti, dinosauri e impronte preistoriche al posto dei calchi per l’apparecchio.
Il progetto vede la nostra città come pilota, ma l’obiettivo è di realizzarlo anche in altre regioni. Il libro è pensato per essere letto in classe, ed è formato da dieci favole, cinque contro la paura del dentista e altre cinque per la corretta alimentazione e la salute dei denti. Non è la prima volta che l’autrice utilizza creatività e fantasia per parlare di temi importanti ai bambini.

Laureata in filosofia all’università di Bologna, Agnese Bizzarri ha lavorato per anni con Fondazione Milano a progetti innovativi per l’infanzia, è stata coordinatrice del Ciofs (Centro italiano opere femminili salesiane) di Parma, nel 2013 ha scritto il libro «Quante storie» e nel 2015 l’e-book «C’era una volta… anzi no!», dove ci sono «giocose metafore» per dialogare con i figli in modo diverso, per parlare di temi difficili, con il linguaggio, la leggerezza e la fantasia dei bambini.
«Mi piace mettermi in contatto con il loro mondo immaginario. La scrittura e la lettura ricreano un rito antico per il bambino – spiega l’autrice -. Conrad diceva: “Si scrive soltanto una metà del libro, dell’altra si deve occupare il lettore”. I bambini ci mettono sempre con la loro fantasia oltre la metà dello scritto!».
«Parlare di temi complessi è importante perché i bambini sono già piccoli filosofi. La domanda del filosofo è sempre infantile, chi interroga è bambino» dice Agnese, citando Paul Valery.


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