Coming soon… Novità ottobre / novembre 2021

Esplorando l'editoria femminista: incontro online con VandA edizioni e La Casa delle Donne di Milano

Scritture sui Corpi: viaggio nell'editoria indipendente con VandA edizioni

Novità

I nostri successi del 2020

In vetrina

Prima pagina

Sul numero 193 della rivista trimestrale Leggere Donna è stata pubblicata un’interessante recensione del libro Elogio dei corpi delle donne, firmata da Lisa Pareschi. Potete leggerla qui:
Il 25 settembre, sul Corriere.it, è uscita un’interessante intervista a Gloria Steinem, firmata da Viviana Mazza.   Potete leggerla qui sotto: Preordina ora una copia di Autostima. La rivoluzione parte ...
Il 26 settembre, sull’Espresso.it, è uscita un’interessante intervista a Gloria Steinem, firmata da Francesca Sironi.   Potete leggerla qui sotto: Preordina ora una copia di Autostima. La rivoluzione parte ...

In Primo Piano

Sinossi


L’istituto della famiglia così come oggi la conosciamo non ha niente di “felicemente naturale”. Apriamo gli occhi e guardiamo le cose come stanno! La famiglia nucleare è una costruzione del patriarcato, che spacciandola come unica forma di convivenza possibile, unica fonte e unico luogo di felicità per uomini e donne, la utilizza a proprio vantaggio, fino al limite delle sue capacità. Cellula germinale dello Stato e caposaldo delle economie capitaliste, non serve altro che a produrre forza lavoro e nuovi contribuenti per arricchire Stati e multinazionali. La tenuta economica del sistema viene bellamente scaricata sul lavoro della famiglia e soprattutto sulle prestazioni gratuite delle donne, ulteriormente sovraccaricate con la falsa promessa dell’autonomia. E non c’è felicità in questo surmenage, ma piuttosto sofferenza. Donne intrappolate in un ideale di maternità al quale non possono conformarsi, uomini, vittime quanto le donne, della grande bugia della compatibilità famiglia -lavoro. Insomma, un grande inganno e un grande fallimento!

L’autrice


Mariam Irene Tazi-Preve, docente femminista, si occupa di politica e riproduzione, insegna all’Università negli Stati Uniti e in Austria. Ha pubblicato, fra gli altri, Motherhood in Patriarchy (2013), in Italia Contro la maternità patriarcale (VandA edizioni, 2020).

Guarda il video di presentazione del libro Il fallimento della famiglia nucleare, Feminism – Fiera dell’Editoria delle Donne

Il fallimento della famiglia nucleare è disponibile sul nostro sito in formato e-book e cartaceo.

L’autrice, in modo preciso e documentato propone alternative possibili, individuando modelli di convivenza “umana” basati sul dono materno, sulla “cura”, che guardano alle società matrilineari e spezzano la triade padre-madre-figlio/i.

“La famiglia nucleare deve assolvere a tutte le necessità umane in termini di sostegno emotivo, relazioni di parentela, recupero fisico e psicologico e sessualità soddisfacente, oltre che garantire le condizioni per l’attività lavorativa. Tuttavia, una miriade di ricerche condotte in campo terapeutico, giuridico e sociologico mostra un quadro totalmente diverso, illustrando nel dettaglio la sofferenza della famiglia nucleare. Pertanto, è necessario mettere radicalmente in discussione la situazione."

Qual è il filo rosso, l’assurda interazione tra la radicata misoginia culturale della società contemporanea e la sua ossessione per la carne e la mascolinità? Questo libro, pubblicato per la prima volta negli USA nel 1990, esplora con raro acume e sottile intelligenza la relazione tra i valori patriarcali e il consumo di carne, intrecciando femminismo, veganismo e antispecismo. Lo sfruttamento degli animali è per Adams una manifestazione della brutale cultura patriarcale. Il trattamento degli animali come oggetti è parallelo e associato all’oggettivazione nella società patriarcale di donne, neri e altre minoranze sfruttate. Dietro ogni pasto di carne c’è un’assenza: la morte dell’animale, il cui posto è occupato dalla carne. Il concetto del “referente assente”, intorno a cui Adams costruisce la sua memorabile tesi, ha la funzione di mascherare la violenza insita nel mangiare carne per proteggere la coscienza del carnivoro e i suoi desideri separando l’idea del singolo animale dal suo essere fisico. Nella logica della società patriarcale, anche le donne funzionano come referenti assenti. Perché il processo di oggettivazione, frammentazione e consumo che consente l’oppressione degli animali, privandoli del linguaggio e della rappresentazione culturale, coincide con quello agito sulle donne. L’uso persistente di immagini di violenza sessuale e di frammentazione e smembramento della natura e del corpo femminile (come in un macello) normalizza il consumo sessuale e autorizza l’abuso. L’oggetto consumato viene vissuto senza una storia, senza una biografia, senza individualità. Quindi lecitamente consumato e abusato.

Carol J. Adams, attivista americana nelle lotte contro la violenza domestica, il razzismo, i senzatetto, la giustizia riproduttiva, è divenuta famosa in tutto il mondo con la pubblicazione di The Sexual Politics of Meat. Oltre a questo libro Adams ha a suo attivo diverse altre pubblicazioni, fra cui Burger, Protest Kitchen (con Virginia Messina). Ha curato inoltre diverse importanti antologie su ecofemminismo, femminismo e animali. I suoi articoli sono apparsi sul “New York Times”, sul “Washington Post”, sulla rivista “Ms.”, “The Christian Century”, “Tikkun” e “Truthdig”, tra gli altri.

Presentazione di Carne da Macello a Bookcity 2020