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Sognando l’Europa

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Il mito Pretty Woman – Edizione cartacea

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Prima pagina

di Clotilde Barbarulli (Il Manifesto Le monde diplomatique, giugno 2019) MANIFESTI FEMMINISTI  Il femminismo radicale attraverso i suoi scritti programmatici (1964-1977) Deborah Ardilli (a cura ...
di Mira Furlani, 16 maggio 2019 Sabato 11 maggio 2019 alle ore 18.00 mi sono sintonizzata sulla pagina facebook di Dialogo-Libreria delle donne di Milano, ...

Prostituzione: esiste la libera scelta?

di Giovanna Pezzuoli (27esima ora, 12 maggio 2019) – «Nè sesso nè lavoro» «Io non lo farei mai, ma se qualcuna vuole farlo perché proibirglielo?», ...

Corsi - Matte da scrivere

Il 7 febbraio parte la seconda parte del corso di scrittura Matte da scrivere tenuto da Chiara Giunta, in collaborazione con VandAePublishing, presso il Coffice ...
Riparte con il nuovo anno il corso di scrittura Matte da scrivere tenuto da Chiara Giunta, in collaborazione con VandAePublishing, a Catania, presso la Libreria ...
(Mattedaleggere, 5 novembre 2018) Mentre a Milano prosegue con successo il corso di scrittura Matte da Scrivere, promosso dalla casa editrice Vanda Epublishing e condotto ...

Il più letto del mese

Trilogia SCUM

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Assurta alle cronache mondiali come la pazza che sparò ad Andy Warhol e ricordata nel tempo solo per questa ragione, Valerie Solanas fu invece una figura cruciale della controcultura degli anni Sessanta, frequentatrice del Greenwich Village e della Factory. Lesbica dichiarata, icona del femminismo radicale, è l’autrice del celebre SCUM Manifesto e oggi ritorna alla ribalta, oggetto di rinnovato interesse da parte dei nuovi femminismi radicali e dei queer studies.
Oggetto di riscoperta nel mondo anglossassone da oltre un decennio, la sua opera resta invece ancora poco conosciuta al pubblico italiano. Trilogia SCUM colma questa lacuna, presentando per la prima volta a livello mondiale gli scritti di Solanas – il celebre Manifesto SCUM in una nuova traduzione italiana basata sul testo integrale rivisto dall’autrice nel 1977 e due inediti, l’atto unico Up Your Ass (In culo a te) e il racconto Come conquistare la classe agiata. Prontuario per fanciulle – raccolti in un unico volume arricchito da un solido apparato critico.
Composta prima del risveglio della seconda ondata femminista degli anni Settanta, a cui ha fornito un impulso decisivo, e prima della rivolta di Stonewall e della nascita del movimento LGBTI e queer, l’opera di Solanas rivela tutta la sua straordinaria attualità. Un umorismo cinico, incendiario, a tratti sconcertante, si dispiega in una pratica di scrittura che sfugge a facili classificazioni letterarie e apre invece uno squarcio sulla “fogna” da cui la scrittrice fa recapitare il proprio messaggio. 
Non c’è gentilezza ma qualcosa d’indomabile nella scrittura di Solanas, che continua a emergere dalla “fogna” nella quale viene respinto: è il desiderio di rispondere all’oppressione costituendosi come soggetto politico e scardinando il presente ordine sociale. La sua è una visione utopica e apocalittica insieme, è una risata sprezzante, beffarda, sarcastica, che si leva dal luogo dell’abiezione nel quale la società l’ha relegata in quanto soggetto non normato e “fuori controllo”.

Il mito di Pretty Woman: l’inganno liberista della prostituta felice

 “La giornalista britannica Julie Bindel ha compiuto la più vasta ricerca mondiale mai effettuata sulla prostituzione, indagando sui meccanismi che regolano il business e sulle condizione delle donne che vi sono coinvolte. I risultati dell’indagine che le è costata due anni di lavoro e decine di viaggi in tutti i continenti sono condensati in Il mito Pretty Woman […]. Un titolo curioso, che già rivela le conclusioni dell’autrice: la lobby dell’industria del sesso anno dopo anno ha «spacciato» l’immagine falsa della «prostituta felice» – a cui peraltro ha dato una grande mano il celebre film interpretato dal Julia Roberts e Richard Gere –, celando la pura e semplice verità per ragioni di bottega: la prostituzione è sempre abuso e sopraffazione, mai libera scelta, e chi afferma – parte del femminismo compreso – che il «sex work» è un lavoro come gli altri e come tale va garantito, commette una crudele mistificazione alle spalle delle donne più fragili e marginali”. [Antonella Mariani – Avvenire]

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