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Prima pagina

di Mira Furlani, 16 maggio 2019 Sabato 11 maggio 2019 alle ore 18.00 mi sono sintonizzata sulla pagina facebook di Dialogo-Libreria delle donne di Milano, ...

Prostituzione: esiste la libera scelta?

di Giovanna Pezzuoli (27esima ora, 12 maggio 2019) – «Nè sesso nè lavoro» «Io non lo farei mai, ma se qualcuna vuole farlo perché proibirglielo?», ...
 Né sesso né lavoro vuole fornire, un contributo indispensabile al dibattito su prostituzione/sex work in Italia. Un testo importante per chi vuole capire qualcosa in più ...

Corsi - Matte da scrivere

Il 7 febbraio parte la seconda parte del corso di scrittura Matte da scrivere tenuto da Chiara Giunta, in collaborazione con VandAePublishing, presso il Coffice ...
Riparte con il nuovo anno il corso di scrittura Matte da scrivere tenuto da Chiara Giunta, in collaborazione con VandAePublishing, a Catania, presso la Libreria ...
(Mattedaleggere, 5 novembre 2018) Mentre a Milano prosegue con successo il corso di scrittura Matte da Scrivere, promosso dalla casa editrice Vanda Epublishing e condotto ...

Il più letto del mese

Rebecca Town a Parigi

In Arabia Saudita, il paese più opaco del mondo arabo, le donne sono confinate nel ruolo disegnato dalla Sharia, dipendono a vita da un guardiano, non possono guidare l’automobile e sono segregate nel mondo femminile. Ma dietro questa cortina di ferro, sono proprio le donne a esprimere le più forti istanze di rinnovamento.
È quanto Michela Fontana ha scoperto vivendo e lavorando due anni e mezzo a Riad, durante i quali ha esplorato dall’interno la società saudita, incontrando attiviste, donne d’affari, studentesse, giovani professioniste, islamiste radicali, scrittrici, semplici mogli e madri. Nonostante il velo è una straordinaria polifonia di voci. Attraverso lo sguardo delle donne racconta i paradossi e le ambiguità del paese che ha ispirato alcuni dei più pericolosi movimenti fondamentalisti, fornendo una chiave di lettura per interpretare un mondo islamico che fatichiamo a comprendere, semplicemente perché non lo conosciamo.

Il mito di Pretty Woman: l’inganno liberista della prostituta felice

 “La giornalista britannica Julie Bindel ha compiuto la più vasta ricerca mondiale mai effettuata sulla prostituzione, indagando sui meccanismi che regolano il business e sulle condizione delle donne che vi sono coinvolte. I risultati dell’indagine che le è costata due anni di lavoro e decine di viaggi in tutti i continenti sono condensati in Il mito Pretty Woman […]. Un titolo curioso, che già rivela le conclusioni dell’autrice: la lobby dell’industria del sesso anno dopo anno ha «spacciato» l’immagine falsa della «prostituta felice» – a cui peraltro ha dato una grande mano il celebre film interpretato dal Julia Roberts e Richard Gere –, celando la pura e semplice verità per ragioni di bottega: la prostituzione è sempre abuso e sopraffazione, mai libera scelta, e chi afferma – parte del femminismo compreso – che il «sex work» è un lavoro come gli altri e come tale va garantito, commette una crudele mistificazione alle spalle delle donne più fragili e marginali”.
[Antonella Mariani – Avvenire]

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